• Lo sviluppo dell'università in Africa
  • I collegi diffusi
  • La mobilità dei dottori di ricerca
  • I dati sulle immatricolazioni
  • Il futuro dell'università
  • Il Canada e gli studenti internazionali
NOTIZIE DALL'ITALIA
12/12/2014
Università: meno vincoli alla mobilità internazionale degli specializzandi
10/12/2014
Accordo Microsoft-Crui: la tecnologia a servizio di istruzione e ricerca per gli studenti delle università italiane
02/12/2014
Ricerca, Innovazione e Società: una collaborazione vantaggiosa e un legame necessario
01/12/2014
A Pavia il primo crowdfunding per la ricerca universitaria
12/11/2014
JOB&Orienta 2014 Youth Corner ufficiale del Piano Garanzia Giovani
05/11/2014
I nuovi direttori generali del MIUR per la formazione superiore e la ricerca
Leggi tutte le notizie dall'Italia
NOTIZIE DALL'ESTERO
12/12/2014
USA: obiettivo lavoro, in crescita il numero dei corsi di lingua araba nei college e nelle università
04/12/2014
EUA: esperienze e aspettative delle università europee nell’utilizzo dell’e-learning
01/12/2014
Germania: il dibattito politico continua a essere incentrato sul finanziamento delle università pubbliche
27/11/2014
EUA: “Funding Forum” a Bergamo sulle strategie di finanziamento delle università europee
11/11/2014
Unione europea: l’impatto dei modelli di finanziamento pubblico e privato dell’istruzione superiore su studenti e istituzioni
03/11/2014
Ucraina: gli esperti confermano la necessità di applicare la legge di riforma dell’Università
Leggi tutte le notizie dall'estero
Cimea
Cimea
Sito 
segnalato da Freeonline.it
Algeria e Marocco: dalle proteste nascono le nuove riforme universitarie
Mediterraneo
 


L'eco delle sommosse che hanno rovesciato i regimi autocratici in Tunisia ed Egitto e spinto la Libia al conflitto è giunto forte in due paesi del Nord Africa, Algeria e Marocco, che hanno fronteggiato il malcontento lanciando nuovi piani per sviluppare l'innovazione, l'istruzione superiore e i programmi di occupazione per i laureati.

Il governo marocchino ha lanciato un piano da 63,4 milioni di dollari per sostenere l'innovazione e promuovere le partnership tra università e imprese. Il piano prevede la riforma della struttura legale della ricerca scientifica attraverso la creazione di quattro "città dell'innovazione" (a Fez, Marrakech e Rabat entro il 2011, mentre una quarta verrà costruita a Casablanca nel 2012), e un sostegno finanziario per promuovere un'economia basata sull'innovazione dall'alto valore aggiunto. I finanziamenti verranno così ripartiti: 6,2 milioni di dollari andranno ai giovani ricercatori, con borse di studio del valore di 125 mila dollari circa per ogni progetto di ricerca, da rimborsare nel giro di 4 anni se il progetto avrà successo; 49,7 milioni verranno concessi alle compagnie marocchine in collaborazione con le università e i centri di ricerca, con borse di studio fino a 500,000 dollari per i progetti concentrati sulla ricerca e lo sviluppo; 7,5 milioni, infine, serviranno a sostenere la formazione di consorzi che raggruppano le compagnie specializzate nei programmi R&S.

Per ciò che concerne l'occupazione, è stato annunciato lo scorso due marzo la decisione del Marocco di offrire nell'immediato un impiego statale a 4.304 laureati. Pur trattandosi di una soluzione temporanea, la misura è stata elogiata da varie parti in quanto servirà ad aumentare il tasso di occupazione. Gli esperti, tuttavia, ne evidenziano la natura transitoria, che non aiuterà a risolvere l'annoso problema della disoccupazione. La Confederazione generale delle imprese del Marocco (CGEM) ha proposto alcune misure, quali l'accelerazione delle riforme dei contratti speciali di formazione, lo sviluppo degli apprendistati e di un rapporto più stretto tra imprese ed università, coinvolgendo le imprese nell'orientamento della carriera degli studenti, e una speciale formazione per i laureati in quelle materie che offrono esigui sbocchi lavorativi.

Il governo algerino, dal canto suo, in un'ottica di miglioramento delle condizioni lavorative e di vita degli scienziati, ha dato vita ad un piano per fronteggiare diversi problemi sociali quali la mancanza di laboratori, le basse remunerazioni e la burocrazia. La conseguente fuga di cervelli all'estero ha sottratto al paese più di 40 mila scienziati, secondo le cifre nazionali. Basti pensare che mentre la Tunisia vanta 2.200 specialisti per milione di persone, l'Algeria ne ha solo 600, per un totale di 22 mila ricercatori, circa la metà della media mondiale. Il piano prevede l'aumento del numero di unità e centri di ricerca in Algeria e la costruzione di 300 nuovi laboratori entro il 2012 nonché la formazione per 60 mila lettori entro il 2020.

Si susseguono numerose anche le proteste, i sit-in e boicottaggi degli studenti. Chiedono, tra le altre cose, dei cambiamenti al sistema d'istruzione superiore, la riforma del sistema di qualificazione e della qualità dell'insegnamento.

 

Elena Cersosimo

(Fonte http://www.universityworldnews.com/article.php?story=20110313093326266)

Universitas Reviews
Iscriviti alla newsletter
Universitas per iPhone e iPad
Più valore al futuro
Cimea
In merito al talento
Tag
QUADERNI
27. Lo Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore. Verso il 2020
Riflessioni sull'etica del sapere
 
 
 
Viale XXI Aprile 36, 00162 Roma - universitas@fondazionerui.it - rivistauniversitas.it
CODICE ISSN: 2283-9119
Web Consulting: ATG